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Gianni si sposa

KHM 084

C'era una volta un contadinello di nome Gianni. Suo cugino avrebbe voluto trovargli una moglie ricca, perciò un giorno lo mise a sedere dietro la stufa e fece accendere un bel fuoco. Poi prese una caraffa piena di latte e un bel po' di pane bianco, gli diede un soldo luccicante e nuovo di zecca e disse: "Gianni, tieni stretto il soldo, e il pane inzuppalo nel latte; e stai seduto qui senza muoverti finché, torno." - "Sì, lo farò" rispose Gianni. Il cugino infilò un paio di vecchi calzoni rattoppati, andò nel villaggio vicino, dalla figlia di un ricco contadino, e disse: "Non vorreste sposare mio cugino Gianni? Vi prendereste un uomo valido e capace che vi piacerà." Il padre, avaro, domandò: "Come sta a quattrini? Ha di che bollire in pentola?" - "Caro amico" rispose il cugino "Gianni se ne sta seduto al caldo, qualche bel quattrino ce l'ha, né gli manca la zuppa. Inoltre di pezze ("Pezze": con questo termine si designavano le proprietà.

Nota dell'Autore.) non dovrebbe averne meno delle mie!" E, così dicendo, si batté, le mani sui calzoni rattoppati. "Se volete incomodarvi a venire con me, vi sarà provato all'istante che le cose stanno come dico." L'avaraccio non volle lasciarsi sfuggire quella bella occasione e disse: "Se è vero, non ho nulla contro questo matrimonio." Così furono celebrate le nozze al giorno stabilito e quando la giovane moglie volle andare nei campi a vedere i beni dello sposo, Gianni si tolse il vestito della festa, indossò il camiciotto pieno di toppe e disse: "Il vestito buono potrei rovinarlo!" Poi se ne andarono insieme nei campi e, per via, quando si vedevano i confini di un vigneto, di un campo o di un prato, Gianni li indicava con il dito, e batteva poi con la mano su di una pezza grande o piccola del suo camiciotto, dicendo: "Questo è mio, tesoro, e quello pure, guarda qui!" E intendeva dire che la moglie non stesse a guardare i campi a bocca aperta, ma guardasse piuttosto il suo camiciotto, che era proprio suo. "Sei stato anche tu alle nozze?" - "Eccome se ci sono stato! L'acconciatura era di burro, è venuto il sole e si è sciolta; il mio vestito era di ragnatela e si strappò passando fra le spine; le scarpe erano di vetro, ho inciampato in una pietra, hanno fatto "clink" e si sono spezzate!"

— FINE —

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