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Il diavolo e sua nonna

KHM 125

Una volta vi fu una grande guerra e il re diede ai soldati una paga così misera, che non bastava loro per vivere. Allora tre soldati si misero insieme e pensarono di scappare. Uno disse: "Se ci prendono, però, c'impiccano: come faremo?" L'altro rispose: "Là c'è un grosso campo di grano; se vi entriamo e ci nascondiamo, non ci trova nessuno: l'esercito non può entrare là in mezzo." Così si acquattarono nel grano, e vi rimasero due giorni e due notti, e avevano tanta fame che credevano di morire, poiché, uscire non potevano. Allora dissero: "A cosa ci serve essere scappati, se qui ci tocca morire miseramente!" In quella giunse a volo nell'aria un drago di fuoco, li vide distesi laggiù e chiese: "Che cosa fate lì in mezzo al grano?" Essi risposero: "Siamo tre soldati e abbiamo disertato perché, non potevamo più vivere con la nostra paga nell'esercito; adesso però siamo costretti a morire qui di fame, perché, l'esercito è accampato qui attorno e non possiamo fuggire." - "Se volete servirmi per sette anni" disse il drago "vi condurrò attraverso le schiere, senza che nessuno possa acchiapparvi." - "Non abbiamo scelta, accettiamo!" risposero quelli. Allora il drago li afferrò con gli artigli, li prese sotto le sue ali e li portò a volo per l'aria al di sopra dell'esercito, e li rimise a terra al sicuro. Ma il drago non era altri che il diavolo; diede loro un piccolo frustino, con il quale, schioccandolo, avrebbero avuto denaro a volontà. "Con questo" disse "potrete vivere da gran signori e andare in carrozza; ma, in capo a sette anni, sarete miei" e presentò loro un libro sul quale tutti e tre dovettero firmare. "Tuttavia, vi proporrò prima un indovinello" diss'egli. "Se lo saprete indovinare, sarete liberi e io non avrò più alcun potere su di voi." Il drago volò via, ed essi proseguirono con il loro frustino; avevano denaro in abbondanza, si vestivano da gran signori e giravano il mondo. Dovunque si trovassero, vivevano spassandosela, viaggiavano con cavalli e carrozza, mangiavano, bevevano, e i sette anni trascorsero in fretta. Quando il tempo volse al termine, a due di loro venne una gran paura ed erano tutti tristi, mentre il terzo la prese alla leggera e disse: "Fratelli, non temete, forse potremo risolvere l'indovinello." Mentre se ne stavano là seduti, arrivò una vecchia che domandò perché, fossero tanto afflitti "Ah, cosa ve ne importa! Tanto non potete aiutarci!" - "Chi lo sa" rispose ella "raccontatemi le vostre pene." Allora essi le raccontarono che avevano servito il diavolo per quasi sette anni, ed egli aveva procurato loro oro a palate. Ma avevano dovuto vendergli l'anima, e sarebbero caduti in suo potere se, al temine dei setti anni, non avessero saputo sciogliere un indovinello. La vecchia disse: "Se volete che vi aiuti, bisogna che uno di voi vada nel bosco, e arrivi davanti a un dirupo che sembra una casetta."

I due afflitti pensarono: "Tanto non servirà a nulla!" e rimasero fuori dal bosco. Il terzo invece, quello allegro, si mise in cammino e trovò tutto quanto come aveva detto la vecchia. Nella casetta c'era una vecchia decrepita, che era la nonna del diavolo, e gli domandò di dove venisse e che cosa volesse. Egli le raccontò ogni cosa e siccome era proprio un brav'uomo, ella ne ebbe pietà. Sollevò una grossa pietra e disse: "Nasconditi qua sotto e sta' zitto. Quando viene il drago gli chiederò l'indovinello." A mezzanotte giunse a volo il drago e volle cenare. La nonna gli preparò la tavola, portò da bere e da mangiare, ed egli era tutto contento, e mangiarono e bevvero insieme. Chiacchierando, ella gli domandò com'era andata quel giorno, e quante anime aveva acchiappato. "Ci sono tre soldati, che sono miei di sicuro" egli rispose. "Sì, tre soldati!" diss'ella "quelli, non so cos'abbiano in corpo, possono ancora sfuggirti." Il diavolo disse, beffardo: "Sono certamente miei: proporrò loro un indovinello che non sapranno mai risolvere!" - "Che indovinello?" chiese la vecchia. "Te lo dirò: nel gran mare del Nord c'è un gattomammone morto, sarà il loro arrosto; l a costola di una balena sarà il loro cucchiaio d'argento; e un vecchio zoccolo di cavallo sarà il loro bicchiere da vino." Poi il diavolo se ne andò a dormire e la vecchia nonna sollevò la pietra e fece uscire il soldato. "Hai fatto bene attenzione?" - "Sì" diss'egli "ora saprò trarmi d'impaccio." Poi dovette andarsene di soppiatto, uscendo dalla finestra perché, il diavolo non lo vedesse, e raggiunse così in tutta fretta i suoi compagni. Quando arrivò da loro, raccontò ciò che aveva udito, e disse che ora potevano indovinare ciò che nessuno avrebbe mai saputo. Ne furono tutti felici e contenti e si misero a schioccare la frusta per procurarsi un bel po' di denaro. Quando furono trascorsi i sette anni, arrivò il diavolo con il libro, mostrò loro le firme e disse: "Voglio portarvi all'inferno con me: là farete un pranzo e se saprete indovinare che arrosto vi daranno da mangiare, sarete liberi e potrete tenervi anche il frustino." Allora il primo soldato disse: "Nel gran mare del Nord c'è un gattomammone morto: l'arrosto sarà quello." Il diavolo s'irritò, fece: "Ehm! ehm!" e domandò al secondo: "Quale sarà il vostro cucchiaio?" - "Il nostro cucchiaio d'argento sarà la costola di una balena" rispose quello. Il diavolo fece una brutta faccia, brontolò di nuovo tre volte: "Ehm! ehm! ehm!" e disse al terzo: "Quale sarà il vostro bicchiere da vino?" - "Il nostro bicchiere da vino sarà un vecchio zoccolo di cavallo." Allora il diavolo volò via, li lasciò in pace e non ebbe più alcun potere su di loro; ma i tre soldati tennero il frustino, ne trassero denaro a volontà e vissero allegramente fino alla morte.

— FINE —

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